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Lettera di Addio…..

Cosa mi attira di te.nel tempo passato, nel
tempo remoto nel futuro prossimo, si chiama entità…
La presenza e la
mancanza, vedere la luna e non poterla toccare averti dentro e non poterti vedere.
Cerco e non trovo nulla, tutto sembra vuoto, e nel vuoto la tua
essenza a soddisfare le mie immaginazioni. Presumo i tuoi occhi e dentro
smeraldi accecano ed illuminano i miei turbamenti notturni. Fantasia di amartivoglia di possederti,
in simbiosi con il tuo essere. La tua bocca il mio
respiro, i tuoi occhi la veggenza della mia anima, le tue mani il prolungamento
dei miei sensi, e lì su ciò che batte e pulsa forte, vorrei tatuare due parole,
anima mia.

Il tempo passato non ha lasciato ricordi, la mente è vuota di
ogni sensazione, il tormento è il protagonista della mia vita, troppo scarna.
Rammento i miei amori, quelli come acque che attraversando ponti, non hanno
bagnato pilastri e sponde, e ne sono deluso, eppure non si può cancellare un
viso, un corpo, il vocio di una persona che mormora nel tuo orecchio il suo
dissenso, per ogni cosa, giusta o sbagliata e nel ricordo che non c’è, ha
comunque lasciato tracce del suo passaggio.

Il tempo scorre
imperterrito, e spesso lo sento accelerare, come se non ci fosse più lo spazio
per l’ amore, il buco della clessidra si allarga, lasciando scorrere la sabbia
troppo velocemente, tanto da scavare le mie rughe, come solchi tra la pelle
arsa. E l’amore cresce..e nel cambiare la pila all’ orologio, aspetto. ci penso
cerco la polarità, blocco le lancette, mi distraggo, e lo porto in dietro di un
pò di ore, nell’ illusione di aver fermato la mia vecchiaia, che viaggia
nell’universo, e nello spazio infinito con le stelle.

dammi un po d’amore e morirò per te

Imagen3CABEZAE’ triste ricordare tutto quello che è successo tra di noi, eppure ogni giorno, ogni attimo della mia giornata ti penso. Vaghi continuamente nei miei pensieri, il tempo oscilla tra il nostro passato e tutto ciò che poteva essere ma che non è stato. Mille dubbi mi ossessionano, mille domande non trovano risposta. Continuo a star male, ogni giorno perde il suo significato reale. Perché non sei qui con me? Ti direi tante cose, ti farei scoprire il mondo dall’alto; con te guarderei la luna e il sorgere del sole… Non lo so, non so più niente oramai, anzi solo di una cosa sono certa: “TU SEI E SARAI PER SEMPRE LA MIA PARENTESI INFINITA”

Desiderio di te…

Se non sai darmi
quel poco che cerco
allontanati da me
nelle mie notti insonni
saprò amarti.
Allontanati da me
nei miei silenzi ambigui
saprò ascoltarti
Fa che l’etereo tuo palpito
sia unico testimone del pianto
e della paura mia d’amarti.
Mi basta poco:
un pò di calore
in una grigia giornata,
un po’ di te
nella mia grigia vita.
Consolami amore mio
perché il tempo non aspetta ….

D’Una Donna il Desiderio

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Nel Silenzio dell’anima

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Appuntamento

Una bella donna, non c’è che dire, lo sguardo ammiccante che filtrava risoluto dietro l’espressione decisa, i capelli raccolti… e l’abito da sposa.
Strana scelta per una fotografia che avrebbe dovuto stupirmi si… ma non certo per ricordarmi il giorno del suo matrimonio, la ingrandii a tutto schermo e cercai di leggere nei suoi occhi l’intrigo che avrei voluto da lei.
La prima reazione fu quella di evitare ogni incauto approccio, mi limitai ad un breve commento senza mostrare il mio disappunto, ma immediatamente cercai di provocarla, per sondare la sua disponibilità al gioco.
- Vuoi stupirmi una seconda volta, – la misi alla prova – allora potresti sederti sullo scanner accanto alla tua scrivania, premere il bottone di avvio, e mandarmi il file che ne uscirà.
- Nient’altro? – rispose lei, fingendo di acconsentire alla mia richiesta.
- Si… – la incalzai – scosta gli slip di lato affinché io possa vedere se ti piace quello che stai facendo per me!
Non disse nulla, cercò di nascondere l’imbarazzo dietro alcune frasi volutamente evasive, ma non chiuse mai la porta alla mia speranza di vederla a quel modo.
- Non adesso, – si limitò a commentare – ma non è detto che una di queste sere io non ti accontenti, tutto piò essere e tutto può accadere, basta saper aspettare.
- Non ho pazienza, – ribadii – o forse sono abituato a soddisfare i mie capricci nel momento stesso in cui si trasformano in desideri, ed in questo momento voglio vederti così!
- Non sono sola, – si difese, senza mai negarsi un solo istante – ma avrai quello che vuoi, stanne certo.
Fu in quel momento che decisi di forzare il gioco, le chiesi di andare in bagno e di togliersi gli slip.
- Capiti male, – rispose – se me l’avessi chiesto ieri, mi trovavi con un delizioso gonnellino a fiori, oggi invece indosso un paio di pantaloni aderenti.
- Toglieteli lo stesso, – continuai – poi fai in modo che i tuoi colleghi ti notino, mettiti in ginocchio sulla poltrona… se hanno un buon occhio lo capiranno sicuramente.
Tornò dopo qualche istante e cominciò a descrivermi di come la stoffa dei calzoni si plasmasse sulle pieghe del suo sesso. – Si vede tutto, – ammise – è come se ogni dettaglio prendesse forma pian piano… è imbarazzante.
- Appoggia una delle gambe sul sedile col ginocchio piegato, – ordinai – e fai in modo che il bracciolo finisca esattamente sotto il pube. Appena ti guardano, strusciati li sopra mimando un movimento provocatorio.
- Smettila… mi sto eccitando, e questo peggiora le cose. Mi stanno fissando insistentemente, è impossibile che non se ne siano accorti.
- Fruga nella borsa e tira fuori il primo oggetto che ti passa tra le dita.
- Fatto!
- Dimmi cos’è.
- Un lucidalabbra… al sapore di ciliegia.
- Torna in bagno ed imbrattati le labbra.
- Lo posso fare anche senza muovermi da qui, – obiettò – in bagno ci sono appena stata, inoltre per arrivarci devo sculettare davanti a due uffici.
- Non credo che tu abbia capito… non è la tua bocca che voglio profumata alla frutta.
- Tu sei pazzo… già sono bagnata all’eccesso, se ci metto anche il lucidalabbra si farà una macchia sui calzoni, sono di stoffa chiara!
Evitai di scrivere la risposta e non risposi ai successivi messaggi.
- Ti prego… dimmi qualcosa. – insistette.
- Lo farò dopo che avrai eseguito ciò che ti ho chiesto.
Non aggiunse altro.
Quando riprese a scrivere, le sue parole erano confuse: – Non sto capendo più nulla, – ammise – sono terribilmente eccitata.
- Da cosa?
- Dal fatto che sono qui a gambe aperte sul bracciolo della poltrona e provo un immenso piacere a sfregarmici sopra. Ciò che più mi fa impazzire non sono i miei colleghi che mi guardano con gli occhi di fuori, ma sapere che lo sto facendo perché tu me lo hai ordinato.
- Continua a strusciare il pube sull’imbottitura, – la incalzai – mi piace questa complicità che si sta creando tra noi.
- Se continuo ancora… vengo, – confessò – e ti assicuro che mi sentirebbero fino in direzione.
- Guardati tra le cosce, si percepiscono i tuoi umori?
- Ne sento l’odore, mi sale su per le narici… è misto a quello del lucidalabbra, ma lo percepisco distintamente.
- Ti ho chiesto un’altra cosa!
- …si, la stoffa ne è zuppa, ed io sto andando fuori di testa.
- Cosa vorresti in questo momento?
- Te!
- E cosa faresti per me?
- Qualunque cosa, – rispose – in questo momento farei qualunque cosa tu mi chiedessi.
- Lo sai cosa voglio… appena se ne vanno tutti, devi sederti su quel maledetto scanner e farmi vedere il tuo sesso fradicio.
- Non lo posso fare, è appoggiato tra due computer e sarebbe impossibile salirci sopra.
- Spostalo… mettilo per terra, su un tavolino, su una sedia, fai quello che ti pare ma apri le gambe e lasciati immortalare li sopra!
- Ho una digitale, – rispose – è collegata su un PC in rete… se hai pazienza qualche minuto userò quella, ma se continuo a muovermi così non se ne andranno mai.
- Va bene, metti fine allo show, ti concedo una tregua.
Sparì, all’improvviso come era apparsa, e l’icona di Stella sul desktop smise di lampeggiare.
A volte un incontro in rete è come un appuntamento con la sorte, basta un impercettibile contrattempo e l’amo penzola sulla lenza apparentemente immobile. Poi, quando i nomi sembrano accavallarsi uno sull’altro senza trovare il bandolo della matassa, si tende di nuovo a ci trascina via.
Accadde così anche quella volta, il giallo pulsante prese forma come per incanto preannunciando l’arrivo di un file.
- Lo accetto, si lo accetto, ci mancherebbe altro! – E subito l’indicatore del download prese a scorrere da sinistra a destra.

Riconobbi dall’estensione del file la sua natura grafica, il formato era un classico JPG sfornato dalla macchina digitale col suo immancabile numero in sequenza. – Questa è lei, – pensai – una prova di scatto prima dell’inquadratura agognata! – Ma anche questa volta riuscì a sorprendermi.

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Racconto a capitoli

 

Un uomo ed una donna…

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Purità redentrice

Purità redentrice di fiamme in accordosi congiunge con i fluidi nelle mie vene,impedendomi di provare sensazioni di piacere. Un filo continuo metallico di divisione e dispiacereuna supplica lontana che viene dal profondo,mentre le mie labbra impietrite sembrano legate da quel filo d'acciaio. Mi parla dell'amore assoluto e della potenza del perdono,bisbigliandomi pensieri fuori dai vestiti ingialliti.Traggo la mia forza dall'amore che provo,ma le mie labbra sono lontane dalle sue.Lo stesso sangue circola nei nostri cuori,L'amore che uno dà è l'amore che riceve... Incostante, libero di mille colorile senti le esalazioni del mio soffocato respiro ?Ovunque la quiete plana i nostri spiriti irrequietiVacuità di questo Mondo pietrificato e crudele Una melodia vicina che non puo essere altrovepenetra in noi in un segreto piacere.Nella notte di solitudini silenzi ,Ed il mio respiro si inebria del suo respiro. Un giorno mi ha detto di non tremare piu di non odiare piu,Perchè il giorno che se ne andrà mi porterà con se...

Sotto la neve

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La mia vita

La mia vita

Accucciato in un angolo
ascolto la voce della vita
al disfarsi della sera.
Sono un’anima fragile, scarnata,
che si accende
ad ogni bagliore di stella.
Deluso e sconfitto
mi accascio a volte
senza più sogni.
Riaccendo poi luci sconfinate
di un cielo pieno di astri
e vivo ogni giorno
sempre
come fosse l’ultimo
nel mio dolore assetato
di speranze.